Wunder

            Rileggere è un mestiere difficile






                        per chi non è abituato a dimenticare


kammer

Wunderkammer, in italiano camera delle meraviglie, è un’espressione appartenente alla lingua tedesca, usata per indicare particolari ambienti in cui, dal XVI secolo al XVIII secolo, i collezionisti erano soliti conservare raccolte di oggetti straordinari per le loro caratteristiche intrinseche ed esteriori. (fonte: wikipedia)



Quando non hai una dimora fissa, è difficile tenere e soprattutto ritrovare uno scrigno dei ricordi.

Mi capita sovente quando torno a casa dai miei genitori di ritrovare le solite cose che ti fanno viaggiare nel tempo: la maglietta preferita; un gadget comprato durante i primi viaggi da solo con gli amici che porti ai tuoi, così loro sanno che li hai pensati; i regali di compleanno, la bottiglia di una bibita in edizione limitata. Una volta ritrovavo anche le vecchie lettere, e le cartoline. Ora sempre meno.

E’ sempre stata la mia Wunderkammer, il museo di me stesso. Oggetti che adoro possedere per poter ricomporre gli strati della memoria, quando ti ci imbatti per caso. Come quando ripassi da una vecchia strada, che solo a te può raccontare quelle storie che sono comunque già custodite dentro di te. E la colonna sonora che ti ha accompagnato in quel periodo inzia a suonare improvvisamente.


Le Wunderkammer sono state considerate il primo stadio dello sviluppo del concetto di Museo, in effetti.

Vaste collezioni di “oggetti straordinari”, raccolti solo per il gusto di possederli, che appartennero alla sfera privata di un singolo per essere poi declinati in un patrimonio collettivo di tutti.


D. mi scrive della nostra storia, era il 2008. Una e-mail. Nessuna forma fisica tangibile che possa collezionare nella mia stanza delle meraviglie, che rimcompare nel flusso del mio quotidiano, un pò per caso.

Mi scrive dei suoi dubbi sulle nostre diversità. Sui mondi che ci separano, a suo avviso. E dei contesti chiusi, e di quelli aperti. Del “mondo dell’arte” e del “mondo”. Dei confinti tra la cosiddetta “cultura alta” e quelli della “cultura bassa”. Ma questo rapporto di altezze, non si sa rispetto a che cosa sia.

Traslare il mio oggetto/non-oggetto straordinario in una forma fisica nelle dinamiche dell’arte implica per me plasmare un pezzetto ulteriore della mia Wunderkammer sottoforma di valore condiviso attraverso gli stessi paradigmi che anni prima hanno tenuto distanti me e D. Ora ci riuniscono.


Rinvangando tra le cose che raccontano la mia storia, alla fine è dentro di me che ho riscoperto la mia Wunderkammer. Quella che mi riporta ai legami,  ai momenti condivisi, alle ansie e alle preoccupazioni dello stare insieme, alle canzoni, ai posti preferiti e poi, a volte, al lasciarsi.

Ma chi non rilegge il passato, si costringe a rileggere sempre la stessa storia.

Ed è come non lasciarsi mai.

Wunderkammer - The Birds


Stampa Fotografica satinata, cornice in legno di noce

cm 30 x 45

Wunderkammer - The Email


Email, polvere d’argento, cornice in noce

cm 21 x 27

Rileggere è un mestiere difficile

per chi non è abituato a dimenticare.





















Mixed Media

(frammenti di ceramica,polvere d’argento, stampa su cartoncino)


dimensioni variabili