GRENZLABOR

LABORATORIOCONFINE

BORDERLAB





2009

A cura di Trama21 - Research Group for Contemporary Art

(Coordinators: Andrea Ferri, Pierfabrizio Paradiso, Laura Maccanti, Filippo Ballarin, Linda Jasmin Mayer)

Trama21 organizza per LaboratorioConfine una sorta di autolaboratorio come ricerca/confronto sul tema del confine traslato.


Merano, come tutti i luoghi in prossimità di un confine, si identifica in una pluralità di culture, usanze e lingue che generano una molteplicità di confini che non sono solo più quelli fisici e territoriali ma confluiscono in un sistema complesso che delinea la differenza in un tessuto condiviso che genera comunità molteplici: a quel punto il confine può diventare linguistico, culturale, individuale. Sono linee invisibili che attraversano il luogo ma con un’intensità di percezione molto forte.

Ponendo al centro dell’indagine l’esperienza del territorio e la sua percezione diretta, si cerca di innescare un laboratorio che si auto genera dall’insieme eterogeneo dei partecipanti, composto da un gruppo di persone sia estranee al contesto meranese che abitanti altoatesini.


Abbiamo scelto di selezionare i partecipanti da differenti contesti, poiché la creazione dei confini interni, che naturalmente nascono nei rapporti interpersonali, funzioni da imput metodologico affinché ognuno possa verificare il suo senso di confine e la riflessione che da esso può scaturirne, secondo il proprio background personale di formazione.

L’affrontare i confini interni al gruppo si pone come metodologia applicabile a un contesto più ampio come per esempio la città di Merano, traslandone i medesimi valori e significati.

Il punto di partenza sarà infatti una domanda:

Qual’è il tuo confine?


Le molteplici risposte che arrivano dalle esperienze dei partecipanti all’interno e all’esterno del gruppo possono trasformarsi in una strumentazione valida per comprendere il valore del confine non solo come barriera o limite ma anche come necessità o vincolo, in accordo alle esigenze di un contesto specifico.


Le stanze a disposizione diventano un calendario fisico-dinamico, che si auto-genera con lo svolgersi progressivo del laboratorio: la struttura del piano come un lungo corridoio a compartimenti ,dove nessuna porta permette la chiusura degli spazi, crea una sorta di flusso temporale fisico nel quale è possibile tornare avanti e indietro tra le giornate, abolendo ogni confine temporale; ripensando, rimodificando e riflettendo ciò che accade durante le due settimane di indagine.


Ciò che è visibile allo spettatore all’interno dello spazio è il work in progress dell’indagine in atto, che non offre un percorso espositivo durante il periodo della festival ma intende lo spazio come un luogo aperto di ricerca, in rapporto osmotico e di interscambio con l’esterno.


Il “fuori” è il vero campo attivo della ricerca: in un certo senso non esiste lo spettatore poiché nel momento che si varca la soglia di GrenzLabor si diventa automaticamente partecipanti.


Momenti di approfondimento e dibattito sul confine saranno tenuti durante il laboratorio da artisti, curatori ed esperti in varie discipline partendo dalle loro esperienze di lavoro legate a questo tema. Alcuni di loro: Johnathan Lahey Dronsfield, Germana Innerhofer Jaulin, Nico Doxx, Moataz Nasr Giancarlo Norese, Leopold Steurer e altri.


La cucina rimessa a nuovo rappresenta un ulteriore amplificazione del progetto: il pasto come interstizio contina a sviluppare un momento di indagine e di riflessione abbattendo ancora una volta il confine delle

attività programmate. Ogni pranzo e ogni cena sono preparate da un ospite o un partecipante che ogni volta rilancia un nuovo tema da discutere a Tavola.


Sito Ufficiale di Trama21

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Edito da

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Meran Art Festival

Rif. Linda Jasmin Mayer


Prezzo su richiesta