Artista e performer, vive e lavora a tra Milano e Berlino.

E’ stato performer per artisti come Lothar Hempel (Giò Marconi, Milano), Ei Arakawa (Artissima 17, Sez. “The Dancers”) e al momento per la compagnia Signa (Copenhagen/Volksbühne, Berlin).


Si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Brera e ha ottenuto un MA in Visual Arts and Curatorial Studies presso la Naba di Milano, dove è stato anche Tutor per i progetti del Dipartimento di Arti Visive.


Ha partecipato ad attività e lezioni come co-docente per il corso di Fenomenologia Comparata delle Arti per il master di Light and Landscape Design all’interno dell’Accademia di Brera ed è stato Tutor per il corso di Ultime Tendenze nelle Arti Visive con la storica e critica dell'arte Marcella Anglani.


Ha partecipato alla 12° Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia con il progetto “A Way to Grow” con Maria Papadimitriou all’interno del Padiglione Nazionale della Grecia.


Centrale nel suo lavoro è l’aspetto performativo del rapporto tra l’opera d’arte e

l’uomo qualunque1 nel suo quotidiano, la performatività del dispositivo corpo come nuovo possibile spazio di discorso e di confronto.


1 nell’accezione data da Giorgio Agamben.

He lives and works between Milan and Berlin. He has been performer for artists such as Lothar Hempel (Giò Marconi, Milan), Ei Arakawa (Artissima17, Section “The Dancers”) and for the company Signa (Copenhagen/Volksbühne, Berlin).


He graduated at the Academy of Fine Arts of Brera, Milan,  and he got an MA in Visual Arts and Curatorial Studies in NABA, Milan; he has been Tutor for Projects in the department of Visual Arts of NABA.


He takes part as professor’s partner in activities and classes for the course in Fenomenology of Comparative Arts within the MA in Light and Landscape Design and for the course in Last Tendencies in Visual Arts at the Academy of Brera.


He took part at the 12° International Architecture Exhibition - La Biennale di Venezia with Maria Papadimitriou inside the National Pavilion of Greece.


The aim of his research is to enact the everyday as something unexpected, reconsidering the blank as a space of possibility for a common construction of a new Imagery, where no artists and no spectators are called to play defined roles but everything happens as an Exchange.

CV itBio_files/CV.pfp_.pdf
CV enBio_files/CV%20pfp%20EN.pdf
Statement of Research ItBio_files/StatementIT.pfp.pdf
Statement of Research enBio_files/StatementEN.pfp.pdf